
Entrambi scritti nell'immediato dopoguerra, Morti senza tomba e Le mani sporche rappresentano una felice sintesi di tutto il pensiero filosofico di Sartre: libertà, scelta, responsabilità sociale. Il primo è ispirato alla Resistenza francese; un gruppo di partigiani attende di essere torturato, l'orgoglio di una volontà libera e fiera consentirà loro di resistere fino a quando il diritto alla vita non s'imporrà come unica, fondamentale verità. Le mani sporche, rappresentato per la prima volta nel 1948 e in seguito ritirato dall'autore per le clamorose polemiche suscitate, è il dramma di un giovane intellettuale e del suo intimo contrasto tra la rigorosa aderenza a una scelta ideologica e i compromessi imposti dalle necessità politiche contingenti.
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